Chiara Ferragni off-social: pensavo fosse un film e invece era una epica presa per…
Una epica presa in giro (per usare un termine che non sia volgare). È l’ultima trovata della influencer da quasi 15milioni di followers (3 in [Read More…]
Una epica presa in giro (per usare un termine che non sia volgare). È l’ultima trovata della influencer da quasi 15milioni di followers (3 in [Read More…]
Galeotta fu la copertina. Non potevo non notarla. Prima di tutto perché amo i fumetti e poi perché sono una giornalista e la grafica richiama la prima pagina di un quotidiano con tanto di nome della testata (reale!) in bella vista. Insomma, con questi presupposti il libro aveva destato la mia curiosità.
Non chiamateli ex. Sono semplicemente dei ‘casi umani’. Sono i cosiddetti ‘traghettatori’ che nella nostra vita hanno il compito di accompagnarci per quel “pezzo di mare” necessario per “affrontare il dolore di petto” della fine di una storia importante.
Alla fine non provi più antipatia per lui e (quasi) gli perdoni di aver reso ‘affollato’ il matrimonio con Lady Diana. Perché Carlo d’Inghilterra non ha avuto una vita facile e felice. Tutta colpa di una mamma e di un papà molto più royal che genitori.
Valentina Fradegrada, ovvero, come diventare una influencer milionaria rendendo social una trovata vecchia come il cucco che le donne da decenni adottano in spiaggia per avere una abbronzatura omogenea senza quell’antiestetico segno bianco dei lacci del bikini.
Buone notizie per le donne malate di tumore al seno: nel 70% dei casi la chemioterapia può essere evitata. L’importante scoperta è il risultato dello studio ‘TaylorX’ presentato di recente al congresso mondiale di oncologia medica (Asco) a Chicago.
Di questo royal wedding ricorderemo molte cose ‘eccentriche’ e soprattutto off-royal protocol. A partire da quel “I will” (lo voglio) che il principe Harry si è lasciato scappare prima del tempo e che ha strappato una risata a tutti i 600 invitati ufficiali presenti nella cappella di St. George del Castello di Windsor.
Fino a dove possono spingersi la scienza e l’amore? Sarebbe il caso di mettere dei paletti per entrambi. Soprattutto se di mezzo c’è una vita umana.
Si chiama ‘Abbracciata collettiva’. È una maratona in acqua che dal 2016, grazie ad una intuizione di due psicologi, mette insieme i bambini che convivono con disabilità e in particolare con l’autismo e i disturbi mentali gravi, le loro famiglie e chiunque voglia conoscere il loro mondo per capire che “non si tratta di un mondo diverso, ma un mondo che può andare parallelamente al nostro”.
Ricordo poco del primo anno e mezzo di vita di mio figlio. Ricordo il momento in cui mi si sono rotte le acque, un sabato intorno all’una di notte. Ricordo l’emozione e la paura di quel momento, e poi le passeggiate nel corridoio del reparto maternità in attesa che iniziasse il travaglio.
