È davvero ‘royal’ l’infanzia degli aspiranti alla Corona?

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Alla fine non provi più antipatia per lui e (quasi) gli perdoni di aver reso ‘affollato’ il matrimonio con Lady Diana. Perché Carlo d’Inghilterra non ha avuto una vita facile e felice. Tutta colpa di una mamma e di un papà molto più royal che genitori.

Leggendo le pagine di ‘Royal Baby’ (ed. Sperling & Kupfer), l’ultima fatica letteraria del giornalista Antonio Caprarica, dedicate al futuro re d’Inghilterra comprendi molte cose che rendono il Principe di Galles non meno umano del nostro più caro amico che suo malgrado si è trovato a convolare a (in)giuste nozze con la classica ragazza della porta accanto che tanto piace ai genitori (e solo a loro) solo per non dare dispiacere a mammà.

L’infanzia con tata e precettori senza l’amore della mamma troppo presa dal suo ruolo di Regina e senza la figura del padre a cui importava solo la carriera militare, unita ad una adolescenza trascorsa a studiare in scuole più o meno pubbliche dove per i compagni lui non è il futuro re d’Inghilterra, ma un compagno da bullizzare, hanno forgiato un ragazzo timido, remissivo che non riesce a dire di no al matrimonio molto royal con Lady D e a far valere le sue ragioni e i suoi sentimenti per un’altra donna.
Ma nel libro di Caprarica c’è spazio per un’ampia carrellata di royal baby, non solo aspiranti alla Corona britannica. Tutti (eccezion fatta per gli ultimi arrivati!) accumunati da una infanzia privata di quell’affetto familiare che è fondamentale per crescere bambini sereni e sicuri di sé.

Insomma, ‘Royal Baby’ è un libro che, al di là della piacevolezza dello stile sempre arguto di Caprarica e delle storie raccontate per soddisfare la curiosità tutta umana per le vicende private soprattutto dei vip (il giornalista non dimentica di narrare anche episodi piccanti e di citare le amanti più famose dei futuri sovrani), lascia un po’ di amaro in bocca. Sì, perché ti aspetti che un futuro re viva in una sorta di campana di vetro, amato e seguito da genitori amorevoli che hanno a cuore la sua salute (fisica e mentale) e la sua istruzione. E invece scopri che la sua infanzia non è per niente ‘magnifica e viziata’ come recita il sottotitolo del libro, ma che al contrario è triste e solitaria. E così diventa più chiaro perché i royal baby da grandi diventano re (e aspiranti tali) insicuri o arrabbiati con il mondo. Ecco perché molti prendono decisioni sbagliate che arrecheranno grossi danni al proprio Paese. E meno male che di recente vi è stata una inversione di rotta.

‘Royal Baby’, in conclusione, è un bel libro che piacerà soprattutto agli amanti della storia e delle cronache familiari poco conosciute e che per certi versi insegna come NON deve essere cresciuto un figlio.