Quando il teatro risveglia la capacità di sognare: ecco la storia del ‘MAG’.

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Scriveva Victor Hugo: “Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”.

Come quelli di Valeria Nardella e Fabio Vasco. Loro, insieme ad Angelo (il fratello di Valeria), sono il cuore pulsante di ‘MAG – Movimento Artistico Giovanile’, una associazione culturale nata con un obiettivo ben preciso: riavvicinare adulti e bambini al mondo del teatro.

Il ‘MAG’ si è formato a Roma grazie all’incontro di questi tre giovanissimi cuori pugliesi: Valeria e Angelo sono di Foggia mentre Fabio è barese, la Capitale invece ha fatto da sfondo a studi e gavetta della parte ‘artistica’ del trio. Valeria – che all’interno dell’associazione ricopre i ruoli di produttrice, direttrice artistica, regista e attrice – si è laureata al DAMS presso l’Università Roma Tre e dopo il diploma presso l’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea, come lei stessa ammette – ha lavorato nel mondo del teatro. Fabio (produttore e attore, si occupa anche della parte organizzativa e burocratica di ‘MAG’) viene dalle scuderie della scuola di recitazione ‘Teatro Azione’ e dell’Accademia d’arte drammatica ‘Silvio D’Amico’, e ha recitato sia in teatro che al cinema. Angelo, invece, ha studiato presso l’Università degli studi di Milano Bicocca ed è il grafico e webmaster del gruppo.

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La svolta è arrivata nel 2010. “Dopo il diploma – mi ha raccontato Valeria in occasione della messa in scena a Foggia della commedia musicale ‘Lo stregato mondo di Malefica’ho lavorato tantissimo come attrice fino a quando non è nata la necessità di creare qualcosa di mio, qualcosa che potessi plasmare io a mia immagine e somiglianza”. Ovvero qualcosa che trasmettesse l’amore per il teatro.

È in questo modo che è nata l’associazione culturale che in breve tempo si è arricchita di attori e attrici provenienti non soltanto da Roma e che oggi formano un gruppo più o meno stabile, ma soprattutto artisticamente eterogeneo così da permettere a Valeria di mettere in scena gli spettacoli e i personaggi più disparati: dalla giovane gladiatrice Achillea a Cenerentola, da Hercules a Mr. Scrooge, da Malefica a Belle, da Robin Hood al Piccolo Principe.

E così tra “alberi di cartone e cieli di cartapesta” il ‘MAG’ ha plasmato la propria identità: musical per famiglie con musiche rigorosamente dal vivo e totalmente inedite. Merito anche della collaborazione con il compositore e wave/instrument designer Antonio Cicognara (foggiano anche lui) che dal 2013 scrive le musiche e i testi dei brani degli spettacoli. “Un valore aggiunto per le nostre produzioni – ha evidenziato Fabio – perché i bambini si aspettano le classiche canzoni dei cartoon Disney, ma restano spiazzati da questa novità e alla fine dello spettacolo si ritrovano a canticchiare i nostri brani”.

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E infatti sono proprio loro, i più piccoli, ad essere i destinatari privilegiati delle loro messe in scena. “Noi vogliamo portare i bambini a teatro – ha spiegato Fabio – perché quelli di oggi hanno perso il senso della magia, probabilmente a causa soprattutto della tecnologia. Noi, quindi, vogliamo risvegliare in loro proprio la capacità di sognare trasmettendo valori che stimolino la sensibilità e la creatività. Dobbiamo educarli al bello e il teatro è una cosa bella”. “Questo però non significa che nelle nostre storie sia sempre tutto bello e buono – gli ha fatto eco Valeria – anzi, il nostro teatro non vuole assolutamente sminuire il lato oscuro delle storie: i bambini devono conoscere anche quello, altrimenti si perde il senso della realtà. Chi viene a vederci, vive le emozioni nella loro interezza e complessità”. Da qui la scelta di portare sul palco anche personaggi come Malefica e il loro complesso e sofferente mondo interiore fatto di una cattiveria solo apparente e mai fine a se stessa perché causata non dal puro gusto di fare del male ma da motivazioni precise. Il tutto con linguaggio e trovate drammaturgiche che facciano presa anche sugli adulti (ne ‘Lo stregato mondo di Malefica’ troviamo un re Stefano piacione e la moglie, la regina Leila, che è il vero “uomo di casa”).

Ma il ‘MAG’ non è soltanto teatro per famiglie. Valeria e company, infatti, portano in scena anche spettacoli per adulti. Tra i loro cavalli di battaglia ci sono ‘La leggenda di 900’ (tratto dal celebre romanzo di Alessandro Baricco) e ‘La bambina di carta’ (con testo e regia di Flavio Marigliani, l’uomo in seconda di Valeria), storia ispirata alla vicenda di Nojoud Ali, la sposa bambina yemenita che a soli 10 anni chiese il divorzio da un uomo più grande di lei che i genitori le avevano imposto di sposare. Opera, quest’ultima, con cui hanno vinto un bando della Regione Lazio legato al progetto ‘WEGIL’ di riapertura dell’edificio ex GIL di Roma e che hanno portato in tourné in Friuli coinvolgendo anche ‘Amnesty Lazio’. E poi progetti nelle scuole, laboratori per bambini e adulti e di nuovo la Puglia, o meglio la Capitanata. Grazie al bando ‘Periferie al centro’ del Teatro Pubblico Pugliese i ragazzi del ‘MAG’ a giugno faranno tappa in 5 comuni del foggiano (Torre Alemanna, Faeto, Mattinata, Alberona e Castelluccio Valmaggiore) per un workshop di dieci giorni durante il quale verranno montati 5 scene che confluiranno in un unico spettacolo. A fine marzo, invece, porteranno al Teatro Regio di Capitanata (con cui hanno avviato da tempo una fattiva collaborazione) ‘La magica storia di Pinocchio’ dove il celebre burattino viene interpretato da uno dei ragazzini dei loro corsi di teatro e dove la storia procede attraverso le pagine di un enorme libro-scenografia sfogliato dal Grillo Parlante. E poi c’è un sogno nel cassetto.

Una delle produzioni a cui siamo più legati – ci ha confessato Valeria – è ‘La Bella e la Bestia’. È la più grande perché ha tanto recitato e molte canzoni tutte originali, porta in scena ben 9 attori che interpretano diversi personaggi e delle scenografie mobili maestose. E poi porta con sé delle tematiche molto sentite come il bullismo che i più piccoli hanno saputo cogliere e fare proprie: i bambini nel duello finale fanno il tifo per la Bestia e non per il bullo Gaston. Vorremmo portarlo a Foggia, ma solo uno spazio come il Teatro Giordano potrebbe ospitarlo. Chissà se il Sindaco, un giorno…”.

 

(Articolo scritto per ‘BonCulture’)