Seretse il re africano e Ruth la dattilografa bianca: un amore impossibile ai tempi dell’apartheid.

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Ruth Williams è stata la prima first lady del Botswana. È stata la donna che ha cambiato la vita di un uomo e le sorti di un intero paese. Probabilmente neanche se lo immaginava quella sera di giugno del 1947 quando conobbe quell’uomo che condivideva con lei l’amore per la musica jazz. Non se lo aspettava perché lei era una bianca in Sudafrica. Ma lui era Seretse Khama, erede al trono dell’allora Protettorato britannico del Bechuanaland (poi diventato Repubblica del Botswana).

Ruth era londinese e il padre era stato prima capitano del British Army in India poi commerciante di tè. Era una donna forte e indipendente: durante il secondo conflitto mondiale era stata autista di ambulanza per la Royal Air Force (RAF) in diversi aeroporti nel sud dell’Inghilterra. Finita la guerra era stata assunta presso i Lloyd’s di Londra.

Seretse Khama era diventato re a soli quattro anni dopo la morte del padre Sekgoma Khama II (ma poiché era troppo piccolo suo zio Tshekedi Khama assunse le funzioni di reggente). Poi aveva studiato ad Oxford e iniziato il praticantato per diventare avvocato a Londra.

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Nel giugno del 1947, quindi, Ruth aveva 23 anni ed era una dattilografa mentre Seretse ne aveva 26 ed era re. Si incontrarono durante una serata di ballo alla Nutford House organizzata dalla London Missionary Society e fu colpo di fulmine. Complice la passione per la jazz band degli Ink Spots i due si frequentarono assiduamente per un anno, si amarono follemente e decisero di sposarsi. Ma c’era un problema: il colore della pelle. I genitori di Ruth diseredarono la figlia, lo zio reggente di Seretse mobilitò mezzo continente nero e mezza Inghilterra per impedire le nozze con una donna che non era di sangue reale e per di più bianca in un paese in cui, tra l’altro, stava prendendo piede la politica di segregazione razziale nota come apartheid.

I due innamorati faticarono non poco per sposarsi (nessun religioso voleva celebrare e nozze) e così furono costretti a ripiegare su una cerimonia civile a Kensington. Ma i problemi non erano finiti. Tornato in Bechuanaland Seretse riuscì ad ottenere l’appoggio del popolo che si innamorò di Ruth nonostante lo zio avesse tentato in tutti i modi di screditare la coppia e far annullare il matrimonio. Tuttavia il Sudafrica che aveva abolito i matrimoni misti, chiamò in causa il governo britannico (il Bechuanaland era un protettorato inglese) per destituire il re. Da parte sua il Regno Unito doveva un favore al Sudafrica per l’appoggio ricevuto durante la Seconda Guerra Mondiale (e non voleva rischiare di perdere le forniture di oro, diamanti e uranio) e così decise di perorare la causa istituendo una commissione parlamentare per indagare sulla sua capacità del re di ricoprire posizioni di governo. Al termine delle indagini, la commissione decise per l’esilio del sovrano e della consorte. Croydon, a sud di Londra, divenne così la prigione dorata della coppia di esuli innamorati.

Il popolo non accettò la decisione e protestò inviando persino un telegramma alla Regina Elisabetta II affinchè facesse ritornare a casa il re e la consorte, cosa che avvenne nel 1956. Ma le cose stavano cambiando. Seretse rinunciò al titolo di re, fondò il Partito Democratico del Bechuanaland e divenne Primo Ministro vincendo le elezioni del 1965 grazie ad un programma indipendentista che portò alla nascita del Botswana (stato indipendente) nel 1966. Il primo presidente della nuova Repubblica fu proprio Seretse Khama.

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Ruth, in tutti quegli anni, gli era rimasta accanto. Probabilmente è stata lei, o meglio, l’amore per lei che ha fatto di Seretse Khama un grande uomo che ha lottato per il suo paese. Un paese povero, martoriato e alla mercè della grande potenza coloniale britannica e che verosimilmente rischiava di essere l’alter ego della sua vita familiare sulla quale gli altri volevano avere l’ultima parola, il potere di vita e di morte.

Ruth lo aveva fatto innamorare con quella forza e quell’indipendenza che fino a quel momento gli erano mancate. Stava rischiando di essere un re come tanti altri, come tutti gli altri se lei non fosse entrata nella sua vita quasi per caso o forse per destino. Il destino non di un singolo uomo, ma di un intero paese che, contrariamente ai politicanti l’amava. Entrambe le parti avevano capito il potenziale di questa donna e dell’amore che riusciva a generare, ma se quelli che comandavano lo temevano, gli altri lo sostenevano perché lo avevano cercato a lungo. Il Bechuanaland era un paese povero e sfruttato, che non conosceva alcun tipo di amore, soprattutto da parte dei regnanti. Invece il matrimonio contro tutto e tutti di Seretse il re e Ruth la bianca era la prova che una alternativa c’era.

E Lady Khama (come veniva chiamata una volta diventata first Lady) ha ricambiato l’amore del suo ‘popolo’ restando in Botswana anche dopo la morte del marito avvenuta nel 1980. Lei morirà 22 anni dopo a 78 anni per un cancro alla gola e si farà seppellire nel Royal Cemetery di Serowe accanto a suo marito.