L’isola felice dell’editoria per bambini e ragazzi: analisi del fenomeno con Barbara Schiaffino, direttrice di ‘Andersen’.

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L’Italia non è un paese di lettori. Lo dicono i dati: viviamo nel paese europeo con il più basso indice di lettura di libri tra la popolazione adulta. Infatti quasi la metà di chi dichiara di leggere non arriva a tre libri all’anno. Ma c’è un’oasi felice. È quella della editoria per bambini e ragazzi. Secondo l’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori) sulla lettura e i consumi culturali, legge ben l’82% dei bambini e ragazzi, contro il 60% della popolazione italiana. Insomma, i piccoli e i giovani salveranno il mondo. Strano a dirsi, o forse no.

Forse no, perché oggi c’è una maggiore consapevolezza che il nostro futuro è soprattutto una questione di letture. Lo sanno soprattutto le mamme: leggere insieme fin dalla primissima età stimola lo sviluppo del linguaggio, sviluppa l’immaginazione, la fantasia, la creatività e la curiosità, amplia la memoria e potenzia le capacità logiche. E non importa che i genitori siano poco scolarizzati perché non si tratta di insegnare a leggere, bensì di educare alla lettura.

Tuttavia non è soltanto questo il motore di una simile tendenza. Lo ha spiegato a noi di ‘Bonculture’ Barbara Schiaffino, direttore di ‘Andersen’ il prestigioso mensile di letteratura e illustrazione per il mondo dell’infanzia, intervistata in occasione della sua partecipazione alla nona edizione di ‘Buck – Festival della letteratura per ragazzi di Foggia”.

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Barbara Schiaffino (ph. Aurelio Andretta)

I lettori più forti – ha detto – sono quelli fino ai 12 anni. Sicuramente perché dalla loro parte hanno una produzione molto ricca e diversificata capace di intercettare gusti, linguaggi differenti e specifiche esigenze. E poi c’è un altro fattore da non sottovalutare: grazie a librai, bibliotecari, insegnanti e anche istituzioni questi libri sono al centro di molti appuntamenti come festival e incontri con l’autore che accendono l’interesse da parte del lettore. Ecco, tutto questo contribuisce a far sì che l’editoria per bambini e ragazzi sia un posto dove si sta un po’ meglio, anche se i numeri italiani sono davvero piccola rispetto a quelli degli altri paesi”.

Ma la letteratura per gli under, secondo la Schiaffino, ha dalla sua una ulteriore marcia in più che è quella degli editori. “Contrariamente all’editoria per gli adulti – ha spiegato – nel caso di quella per i lettori più giovani gli editori non si limitano a produrre, ma progettano, si confrontano e riflettono come se fossero degli autori nascosti che non compaiono nei credits finali. E così nascono dei progetti molto forti ed efficaci, a volte coraggiosi e dalla foggia grafica accattivante che contribuisce ad attirare il lettore”.

E tutto ciò fa sì che l’editoria italiana per bambini e ragazzi incida molto sull’export del settore: insieme alla narrativa, infatti, rappresenta oltre il 60% delle vendite dei diritti di edizione all’estero. “È una soddisfazione – ha confermato la Schiaffino – perché questi utili sono spesso reinvestiti per fare nuovi libri per il mercato italiano sempre più coraggiosi e originali”.

Se queste sono le premesse, si può senza ombra di dubbio affermare che si tratta di un mondo in espansione sul quale Barbara Schiaffino ha deciso di puntare. Giornalista genovese di nascita, Barbara nel 2008 ha preso in mano le redini della rivista ‘Andersen’ che il papà Gualtiero Schiaffino (noto disegnatore e scrittore) aveva fondato nel 1982 grazie ad una intuizione geniale.

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Erano gli anni – ha raccontato Barbara – in cui iniziavano a delinearsi case editrici e collane rivolte ai più piccoli e ai più giovani, e ad emergere voci sia nella scrittura che nell’illustrazione che avevano un pensiero consapevolmente rivolto all’infanzia. Si trattava di un universo in espansione, ma ancora poco conosciuto che andava raccontato ad adulti, professionisti, insegnanti e librai. ‘Andersen’, quindi, è nato come strumento per aiutare sia i professionisti del settore ad individuare progetti editoriali interessanti per le diverse fasce d’età, sia per indirizzare il pubblico non specializzato di famiglie attente ai bisogni culturali dei bambini a trovare i titoli che non possono mancare in una biblioteca ideale fin dalla primissima età”.

Una rivista alla quale è legato l’omonimo premio (da non confondere con l’internazionale premio Hans Christian Andersen assegnato ogni due anni in Danimarca) che in Italia è considerato il più importante del settore che viene assegnato ogni anno alle migliori opere, autori, illustratori e collane per bambini e ragazzi e che il prossimo maggio spegnerà 39 candeline. La giuria, composta dallo staff di ‘Andersen’ e da alcuni esperti del settore, è chiamata ogni anno a selezionare le opere migliori fra quelle pubblicate in un’intera annata editoriale e raccontate sulla rivista con recensioni, segnalazioni, approfondimenti, interviste e panoramiche. Esistono diverse categorie da premiare tra cui il miglior libro senza parole, quello mai premiato e quello fatto ad arte.

Cerchiamo di riflettere su quello che è stato segnalato negli ultimi mesi – ha spiegato la Schiaffino – per vedere quali sono le eccellenze da mettere sotto i riflettori per far sì che diventi più facile raggiungerli nelle librerie specializzate e non”.

L’appuntamento è al Palazzo Ducale di Genova il prossimo maggio.

 

 

Articolo scritto per BonCulture.