‘Libri per tutti’ con la Comunicazione Aumentativa e Alternativa. Ecco il progetto della Fondazione Paideia.

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Libri alla portata di tutti i bambini. Anche di quelli con disabilità, disturbi del linguaggio e fragilità di lettura, con bisogni comunicativi complessi come quelli legati ai disturbi dello spettro autistico. Libri a misura di bambini, anche di quelli stranieri che non conoscono la nostra lingua. Sembra una fantasticheria che uno stesso libro possa essere letto da tutti quei piccoli lettori che soffrono di disturbi della comunicazione tanto diversi. Eppure esiste.

In realtà non si tratta di un unico libro, ma di tante storie (sono 14 i titoli in commercio in questo momento) raccolte in un unico progetto chiamato, appunto, ‘I libri per tutti’. L’idea è partita dalla ‘Fondazione Paideia’ che da un quarto di secolo a Torino si occupa di disabilità prendendosi cura delle famiglie che al loro interno hanno un membro con delle problematiche, per poi coinvolgere quattro fra i più importanti gruppi editoriali italiani (Dea Planeta Libri, Gems, Giunti Editore e Mondadori Libri).

Ma cosa rende così speciali questi libri? Semplice: il linguaggio.

‘I libri per tutti’, infatti, utilizzano la cosiddetta Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). È una modalità di comunicazione che sostituisce le parole con simboli o immagini per facilitare e migliorare la comunicazione delle persone che hanno difficoltà ad utilizzare il linguaggio orale e la scrittura canonici.

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In realtà non si tratta di nulla di nuovo. La CAA esiste dalla metà del secolo scorso. Infatti i primi esperimenti casalinghi risalgono agli anni Cinquanta negli Stati Uniti, mentre il primo programma ufficiale di CAA rivolto ai bambini affetti da paralisi cerebrale venne attuato nell’ospedale di Jowa City dal 1964 al 1974.

Al di là dell’utilizzo clinico per mettere le persone svantaggiate nella condizione di poter comunicare bisogni ed emozioni, con questo progetto la CAA diventa anche uno strumento ludico e culturale con cui promuovere la lettura a più livelli. In che modo ce lo ha spiegato Anna Peiretti della ‘Fondazione Paideia’, contatta al telefono da noi di ‘Bonculture’.

I libri in simboli CAA – ha spiegato la Peiretti – nascono per un grandissimo gruppo di bambini: basti pensare che uno studio del 2017 ha evidenziato che soltanto in Italia ci sono circa 83mila bambini che presentano disturbi della comunicazione. Per loro questi testi diventano prima di tutto uno strumento di conoscenza e condivisione di una storia. Molti bambini con disturbi dello spettro autistico, ad esempio, con la CAA riescono ad interagire con gli altri e a costruire relazioni, insomma a trovare la loro finestra sul mondo”.

Ma sono anche un utile mezzo di accesso alla lettura e alla scrittura. “Questi libri – ha aggiunto – sono un modo straordinario di approcciarsi alla nostra lingua perché mettendo insieme immagini e rappresentazione fonetica forniscono al bambino, con la lettura continuativa nel tempo fatta ovviamente da un adulto che dà un significato ad ogni simbolo, la capacità di accedere autonomamente al contenuto del libro. Per questo possono essere utilizzati anche con gli stranieri e chi si approccia per la prima volta alla scrittura come ad esempio i piccoli di due anni”.

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Ma non è finita qui. ‘I libri per tutti’ sono disponibili anche in versione digitale. Una scelta obbligata perché, come ha evidenziato Anna Peiretti, spesso i bambini con problemi di comunicazione di contro hanno molte competenze digitali che possono diventare una risorsa inestimabile per raggiungere l’obiettivo. La differenza è che in questo caso il fruitore può accedere alla lettura in totale autonomia fin dall’inizio perché a dare voce al simbolo non è più l’adulto, ma il supporto stesso (tablet o i-pad che sia).

I libri cartacei si trovano in libreria, mentre la versione digitabile è acquistabile sul portale di ‘scuolabook’ dopo aver scaricato l’apposita app che permette anche di archiviarli come in una vera e propria biblioteca. Al momento i titoli disponibili sono 14 e riguardano tutti libri già in catalogo in versione standard, ma ne sono in arrivo di nuovi e per altri target. Non solo. La rete editoriale è aperta anche a nuove collaborazioni.

Volevamo un progetto editoriale vero e proprio – ha spiegato la Peiretti – perché c’è un grande bisogno di questi libri, non ce ne sono mai abbastanza, anche se altre case editrici ne hanno pubblicati. Tuttavia la conoscenza della CAA è ancora molto poca in Italia. Il nostro sogno è quello di riuscire a portarla nelle scuole dove possono diventare un valido supporto. Ovviamente le scuole interessate possono rivolgersi direttamente alla Fondazione per avere i libri”.

Ma non è sufficiente. Per completezza di informazione la Peiretti ci ha spiegato che non ci si può improvvisare operatori specializzati, ma è necessario formarsi. E se in Piemonte la ‘Fondazione Paideia’ riesce ad organizzare corsi gratuiti per i docenti, gli altri a settembre potranno prendere parte ai webinar De Agostini e Giunti scuola.