(Entra in scena con un bicchiere in mano. Beve mentre cammina guadagnando il centro del palco. All’improvviso si accorge della presenza del pubblico e smette di bere. Un po’ imbarazzata perché credeva di essere da sola)
Uh scusate, pensavo di essere sola.
(Si ricompone, posa il bicchiere, si guarda addosso come a sistemarsi)
Oddio, anche da sola bevo. Che poi… da sola bevo meglio: nessuno che ti guarda, nessuno che ti giudica, che ti dice “è troppo presto”, “ma come, a stomaco vuoto? Sei pazza”…
Donna, madre e over 40… cosa pensavate, che fossi equilibrata? Certo che no. Io non sono politicamente corretta. E per politicamente corretto non intendo quelle cose tipo la sirenetta nera o Biancaneve colombiana (parlo del film, non pensate male!).
Intendo, invece, quella gabbia elegante dove noi donne ci siamo rinchiuse da sole, quella dove devi essere educata, contenuta e soprattutto sobria. Quella dove non puoi essere stanca, isterica, incazzata, e mandare tutti affanculo (ma con grazia).
Ecco, io sono politicamente scorretta.
Perché oggi ho detto a mio figlio “Mi hai rotto il cazzo”. (fingendosi scioccata) Ma una mamma non parla così… una mamma ama incondizionatamente il suo cucciolo… una mamma legge le favole con voce dolce… oh mio dio, brucerò all’inferno! (Cambia tono) Ma almeno ci arriverò rilassata.
Perché non sono una madre alpha che “io a mio figlio do solo frutta disidrata fatta in casa”, ma una fiera criminale alimentare che fa portare a scuola succhi di frutta e merendine del Mulino Bianco. Non sono una genitrice zen che organizza pic-nic e fa colazione con tazze motivazionali, ma una mamma scazzata che risponde “Non lo so. Non mi interessa. Chiedi a tuo padre, se lo trovi”. Non sono una santa multitasking che “basta organizzarsi”, ma una donna incasinata che ogni tanto dimentica suo figlio a scuola e che poi, per sentirsi meno in colpa, gli compra un ovetto Kinder… due, se c’è traffico.
(alza il bicchiere, guarda il pubblico per brindare) E allora… alla maternità sbagliata. Quella che ogni tanto sparisce in una spa senza figli. Quella fatta di VERO amore viscerale che “Sei la cosa più bella della mia vita… ma anche oggi, amore mio, mi hai rotto il cazzo”. Insomma, a quella mia. (Beve)
Oltre che ‘mamma da manuale’, il politicamente corretto ci vuole anche sexy, disponibile e soprattutto orgasmo-friendly. Che se oggi l’orgasmo non ce l’hai sei una fallita, una traditrice delle lotte femministe. Perché tu donna devi venire, venire bene, spesso e con soddisfazione. Insomma, niente più donna-oggetto, ma DMO: donna-multiorgasmica-obbligatoria. E allora fingi. E io ho finto. Per anni. Ho finto quando ero stanca, arrabbiata, annoiata o semplicemente con la testa altrove e pensavo “Domani devo stirare”. E ho finto anche dopo, quando lui, con quella faccia da eroe erotico, mi chiedeva “Ti è piaciuto?”, e io con gli occhi lucidi più per compassione che per godimento gli rispondevo “Tantissimo. Sei… incredibile.” Sì. Incredibilmente convinto.
(alza il bicchiere, brinda) A tutte noi, finte goditrici seriali! Che abbiamo salvato più ego maschili noi che la Croce Rossa in tempo di guerra. A noi che rivendichiamo il diritto di non intrattenere nessuno con la nostra vagina. A noi, martiri dell’orgasmo inventato che finalmente abbiamo capito che non venire non è una sconfitta, ma una scelta di libertà. A noi che “Oggi non ho voglia, non vengo”. Perché “facciamo che tocca a te e io ti tifo, in silenzio, da sotto il piumone” (beve).
E poi, ciliegina sul clitoride… la menopausa. La chiamano ‘la seconda primavera’ perché il politicamente corretto dice che è un periodo di trasformazione e rinnovamento per la donna, in cui è possibile riscoprire se stesse e il proprio equilibrio interiore, dedicandosi a nuove passioni e attività. Un’opportunità per un nuovo inizio, un momento per prendersi cura di sé…
Ma vaffanculo!
Io sudo, sudo sempre, ho le cosiddette caldane anche quando nevica. Ho sbalzi d’umore, uno ogni 5 minuti: piango mentre guardo lo spot dello yogurt e un attimo dopo minaccio di divorzio mio marito perché ha lasciato il tappo del dentifricio (di nuovo) aperto. E vogliamo parlare del metabolismo? Quello stronzo… Fino a ieri potevo mangiare una pizza e al massimo mi veniva un brufolo, ora guardo un biscotto e ingrasso. E nel frattempo il mio compagno, quello di “nella gioia e nel dolore” che fa? Dorme. E russa. Io sudo e lui russa. Io sudo e lui fa i sogni erotici. Con me? Macchè. Probabilmente con la sua dentista, quella con le tette al carbonio e i 30 anni freschi freschi.
Insomma, la menopausa è l’unica festa dove ti invitano, non vuoi andare, ci finisci lo stesso… e non c’è neanche il prosecco.
E allora sapete che c’è? Io oggi ho deciso che a quella festa non ci vado. Perchè non voglio “abbracciare la mia nuova femminilità”. Voglio essere quella suda, sbraita, e ama ancora, ma solo se le pare. Voglio essere quella che dice quello che pensa, che sbaglia tono, verbo, scarpe e marito. Voglio essere quella che ride sguaiata, che piange per niente, che non chiede scusa per esistere così com’è.
Insomma, non voglio più fingere. Non voglio sacrificarmi, se non mi va. Voglio essere scorretta. Imperfetta. Libera. Io voglio fare paura.
(alza il bicchiere per brindare) A noi, donne libere dalle regole degli altri, donne sbagliate che fanno paura. A noi, politicamente scorrette.
