Marion ‘Joe’ Carstairs, l’ereditiera appassionata di motori che amò la Dietrich e comprò le Bahamas.

Un bellissimo ragazzo, abbronzato e slanciato. Anche se da lontano, si percepiva il potere dei muscoli del suo petto stretto e dei suoi fianchi… Appena lo vidi pensai che fosse un pirata, uno che voleva saccheggiare. Non appena fu più vicino, da ragazzo sexy si è trasformò in una donna sexy dal seno piatto”. (Maria Elisabeth Sieber, 1939).

Ricca ereditiera dell’impero petrolifero ‘Standard Oil’, imprenditrice ante litteram, appassionata di macchine e motori, proprietaria di una intera isola delle Bahamas e dichiaratamente lesbica. Ecco chi era Marion Barbara ‘Joe’ Carstairs quando nel 1939, guidando la sua barca a motore passò per la città francese di Antibes impressionando la piccola Maria Elisabeth Sieber e sua madre Marlene Dietrich. Era la Regina di Whale Cay ed era famosa per le sue innumerevoli amanti e per quello che fu il suo unico grande amico, Lord Tod Wadley, la bambola di cuoio che le era stata regalata da una fidanzata negli anni ’20 e che vestiva rigorosamente con abiti di Savile Row.

Marion Barbara Carstairs era nata a Londra il primo di febbraio del 1900. Sua madre era Frances Evelyn Bostwick (figlia di Jabez Bostwick della ‘Standard Oil’). Del padre biologico non si sa nulla: la madre, bellissima me dipendente da alcol ed eroina’, ebbe diversi amanti e mariti. Fra questi ultimi ci fu il conte francese Roger de Périgny che trasmise alla 15enne Marion la passione per i sigari e per le macchine (ne modificò una per fargliela guidare), e che la portò ancora adolescente a conoscere i bordelli parigini.

Perennemente in conflitto con la madre a causa del suo carattere ribelle, Marion ammirava soltanto la nonna Nellie Bostwick: “era dura, una tipa tosta, voleva tutto come diceva lei ed era una persona meravigliosa, aveva un grande potere” (come ha scritto Kate Summerscale in ‘The Queen of Whale Cay’, biografia basata soprattutto sulle registrazioni su nastro realizzate dalla Carstairs a metà degli anni Settanta con l’obiettivo di far realizzare una sua biografia o un film interpretato da Katharine Hepburn).

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E proprio grazie all’amatissima nonna, appena 16enne si trasferì a Parigi ed entrò nella Croce Rossa americana per guidare le ambulanze durante il primo conflitto mondiale. Ma nella Francia bohemien del tempo conobbe anche l’amore grazie a Dolly Wilde, nipote del celeberrimo scrittore e sua prima amante. La notizia dei suoi amori saffici arrivò presto alle orecchie della mamma Frances che, assolutamente contraria a quello stile di vita, minacciò la figlia di diseredarla se non avesse cambiato atteggiamento e non si fosse sposata. Per non perdere l’eredità, nel 1918 Marion si affrettò combinare il matrimonio con un amico d’infanzia, l’aristocratico francese conte Jacques de Pret al solo scopo di poter accedere alla sua parte di soldi senza l’incombenza del genitore. Fu un matrimonio di convenienza per entrambi (al marito andò metà della dote) e poco dopo fu annullato per “mancata consumazione”.

Finalmente ricca, nel 1920 Marion ‘Joe’ entrò ufficialmente nel mondo degli affari diventando una imprenditrice a tutti gli effetti. A Londra fondò ‘X-Garage’, un servizio di noleggio auto costituito esclusivamente da autiste e meccanici donne (molte erano le colleghe conosciute quando guidava le ambulanze della Croce Rossa). Il successo fu immediato e di vasta portata: le vetture della ‘X-Garage’, infatti, venivano utilizzati non soltanto dai ricchi londinesi per i loro spostamenti in città, ma anche per i viaggi fuoriporta e per accompagnare i parenti a visitare le tombe dei cari caduti in guerra fino in Belgio e in Francia.

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Nonostante gli affari vadano a gonfie vele, nel 1925 Marion ‘Joe’ decise di chiudere ‘X-Garage’ e di dedicarsi a quella che era sempre stata la sua grande passione: le barche. Merito della sostanziosa eredità finita nelle sue mani dopo la morte della madre e della nonna, iniziò a commissionare motoscafi veloci e costosi con cui partecipò alle più importanti gare del mondo portando a casa quasi sempre la vittoria. “Da bambina – aveva detto in una registrazione riportata nel libro della Summerscale – non ho mai avuto ammirazione per nulla. Ho amato solo le barche. Mi piaceva il modo in cui si comportavano, io le avevo capite. E non è solo una questione di velocità: alla fine della corsa sei sporco, schizzato e impregnato di olio, e non senti nulla”.

In breve tempo diventò la ‘river girl’ più temibile perché la più veloce di tutti. Quando in acqua c’era lei, quasi sempre non c’era speranza di vincere. Non arrivava sul podio soltanto se durante la gara le capitava un incidente (una volta il suo mezzo si ribaltò in acqua, un’altra rimase impigliato nelle erbacce). Il suo unico grande cruccio, però, rimase l’Harmsworth Trophy che non riuscì mai a conquistare.

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Dopo aver vinto (quasi) tutto e (secondo qualcuno) a causa di alcuni problemi fiscali, Marion ‘Jo’ lasciò tutti per trasferirsi in una delle isole delle Bahamas, Whale Cay. Folgorata dalla sua bellezza, nel 1934 volle addirittura comprarla per la ‘modica’ cifra di 40mila dollari. Per gli abitanti del luogo divenne il ‘boss’. Marion ‘Joe’ in pochissimo tempo era riuscita a fa diventare la selvaggia Whale Cay un piccolo regno moderno: aveva creato un’impresa agricola impiegando i residenti del posto e aveva fatto costruire le strade, un negozio, il faro, una chiesa e una scuola, oltre alla grandissima casa dove si era stabilita e dove amava ospitare amici e vip. Passarono di lì, infatti, anche il duca e la duchessa di Windsor, artisti, sportivi e famose attrici fra cui Talullah Bankhead e persino Marlene Dietrich che per divennero le sue amanti. Tutti rigorosamente invitati da lei. Pare, infatti, che fosse solita fare prigionieri e trattenere per una notte nel faro per poi liberarli i turisti che osavano sbarcare sulla ‘sua’ isola.

Per quanto potesse sembrare stravagante (tra l’altro evitava i capelli lunghi e l’abbigliamento femminile per abiti da uomo su misura, fumava sigari) e infastidire i benpensanti del tempo, la Carstairs fu una persona molto generosa e una grande patriota. Non solo aiutò economicamente alcuni amici, ma durante la Seconda Guerra Mondiale mise le sue navi a disposizione della Marina degli Stati Uniti e della Gran Bretagna e guidò persino una missione di salvataggio: a bordo di una goletta e con le luci spente per non farsi individuare dagli U-Boot tedeschi, vicino a Nassau raggiunse e salvò 47 marinai americani alla deriva da 30 giorni. Marion ‘Joe’ fu il boss di Whale Cay per 40 anni, poi nel 1975 decise di venderla (ancora oggi l’isola è privata) e si trasferì in Florida, prima a Miami e poi a Naples dove morì nel 1993. Per suo volere, il suo corpo fu cremato insieme a quello del suo fedele Lord Tod Wadley.

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Durante gli anni trascorsi in Florida Marion ‘Joe’ Carstairs ha mantenuto un profilo basso. A riportare alla luce la sua straordinaria storia è stata proprio la sua morte. Tutto merito di un suo amico che contattò Kate Summerscale per un necrologio sul ‘Daily Telegraph’ di Londra. Fu così che vennero alla luce quelle registrazioni audio degli anni Settanta e tutta una serie di vecchi articoli che celebravano le gesta della ‘river girl’. Da allora l’interesse per la Queen of Whale Cay non ha fatto altro che crescere. Basti pensare che a gennaio del 2016 la casa d’aste ‘Doyle’ di New York ha venduto a circa 20mila dollari la collezione di oltre un centinaio di foto appartenute alla Carstairs.

 

 

Articolo scritto per BonCulture.